Berlino: Pedroso quinta, ottava Trost

10 Agosto 2018

La primatista italiana dei 400hs chiude in 55.80, l'altista eguaglia lo stagionale (1,91). Decimo Abdikadar e undicesimo Bussotti nei 1500 del 17enne Jakob Ingebrigtsen. Fuori Siragusa e Hooper (200) e il trio azzurro dei 110hs


 

di Luca Cassai e Nazareno Orlandi - interviste video di Alessio Giovannini

Nella terzultima serata dei Campionati Europei a Berlino, quinto posto di Yadis Pedroso in finale sui 400 ostacoli. La primatista italiana lotta a lungo per il podio, ma paga un’incertezza sulla barriera conclusiva e con 55.80 ripete lo stesso piazzamento ottenuto nell’edizione di quattro anni fa. Oro alla svizzera Lea Sprunger in 54.33. Nell’alto Alessia Trost chiude ottava a 1,91 superando la quota al terzo tentativo, per eguagliare il primato stagionale all’aperto. Poi l’azzurra, bronzo mondiale indoor nello scorso inverno, si scontra con tre nulli a 1,94 mentre la russa Mariya Lasitskene-Kuchina, due volte campionessa iridata e una sola sconfitta negli ultimi due anni, vince soltanto per un errore in meno a 2,00 nei confronti della bulgara Mirela Demireva (misura valicata rispettivamente al secondo e al terzo tentativo). Due italiani nella finale dei 1500 metri: decimo Mohad Abdikadar (3:39.95) e undicesimo Joao Bussotti (3:41.31) con il successo al 17enne norvegese Jakob Ingebrigtsen (3:38.10). Lo scandinavo prosegue il dominio di famiglia, dopo gli ori dei fratelli Henrik nel 2012 e Filip nel 2016, e diventa il più giovane campione europeo al maschile della storia in ogni specialità. Nei 110 ostacoli l’obiettivo della finale resta vicino, ma i tre azzurri non riescono a superare il turno intermedio. Il più veloce oggi è Lorenzo Perini con 13.50 (-0.1), secondo degli esclusi ad appena un centesimo dal suo miglior tempo in carriera e a cinque dal passaggio del turno. Primato personale sfiorato anche da Hassane Fofana, 13.52 (vento nullo) dopo essere sceso a 13.50 nella batteria di ieri. La gara di Paolo Dal Molin viene invece frenata da un fastidio alla coscia sinistra avvertito poco prima della semifinale, conclusa comunque in 13.61 (+0.8). Fuori le velociste sui 200 metri: Irene Siragusa toglie tre decimi al crono della batteria con 23.30 (+0.2), meno brillante Gloria Hooper (23.43/+1.4). Tra le altre finali della giornata, sorpresa sui 110 ostacoli con il francese Pascal Martinot-Lagarde che sconfigge il favorito russo Sergey Shubenkov, 13.17 per entrambi, e terzo oro consecutivo nelle grandi manifestazioni per l’eptatleta belga Nafissatou Thiam (6816 punti).

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400HS: PEDROSO QUINTA - Si chiude con il quinto posto la finale di Yadisleidy Pedroso sui 400 ostacoli. La primatista italiana corre in 55.80 dopo aver provato a lottare per il podio, affrontando il rettilineo conclusivo in quarta posizione, per poi scivolare indietro a causa di un’incertezza sull’ultima barriera. Festeggia il suo primo titolo la svizzera Lea Sprunger (54.33), bronzo nella scorsa edizione, davanti all’ucraina Anna Ryzhykova (54.51), entrambe difficilmente raggiungibili. Una medaglia poteva essere comunque a portata di mano: infatti il bronzo va al collo della britannica Meghan Beesley che emerge dalla prima corsia in 55.31. Nella semifinale la 31enne dell’Aeronautica, allenata dal marito-coach Massimo Matrone, aveva passato il turno di slancio in 55.13 mentre in questa stagione è riuscita a tornare sotto i 55 secondi con 54.98 al meeting di Ginevra, per il terzo posto nelle graduatorie europee dell’anno. L’azzurra ripete invece lo stesso piazzamento di quattro anni fa, nella rassegna continentale di Zurigo, perché sul filo di lana viene superata anche dalla belga Hanna Claes (55.75). “Ce l’ho messa tutta. Ho fatto un errore sull’ultimo ostacolo - afferma Yadis - e me ne sono accorta subito, ho messo un passo in più. Fino a quel momento avevo la ritmica giusta, ma dopo l’ottava barriera ho sentito la stanchezza e purtroppo gli errori si pagano. Volevo una medaglia, era possibile e mi dispiace”.

VIDEO | INTERVISTA A YADIS PEDROSO

TROST OTTAVA - Alessia Trost ci ha provato. Ha fatto ballare l’asticella posizionata a 1,91 per eguagliare il primato stagionale outdoor al terzo tentativo ed era obbligatorio incrementare gli standard dell’anno per riuscire a sfidare le migliori fino in fondo. La 25enne friulana, bronzo mondiale indoor a Birmingham, ha lasciato l’Olympiastadion con l’ottavo posto, conseguenza di tre errori a quota 1,94 e un terzo salto nemmeno troppo distante dal gol. L’analisi è lucida: “Ero in equilibrio tra il vecchio e il nuovo salto - ragiona la finanziera allenata da Marco Tamberi - stavo provando a ‘mettere dentro’ quello che faccio in allenamento. Pensavo di metterci meno, ma oggi è la prima volta nella stagione, dopo i Mondiali di Londra, in cui arrivo in gara e riesco a fare quello per cui mi sono allenata. Il terzo a 1,94 è stato il migliore salto della gara, ma forse non sarebbe cambiato moltissimo. Almeno avrei portato a casa lo stagionale. Se la guardo dal punto di vista del risultato sono delusa perché ci credevo. Dal punto di vista del processo di crescita, invece, qualcosa mi porto via. Adesso c’è la finale della Diamond League, c’è il meeting di Padova, ci sono i campionati italiani. Devo ancora decidere quali fare ma sicuramente gareggerò ancora". In chiave azzurra non può che restare un po’ d’amaro per un bronzo che stasera è stato assegnato con la misura di 1,96 (alla tedesca Marie-Laurence Jungfleisch). Meno agevole del previsto il primo titolo europeo outdoor della russa-neutrale Mariya Lasitskene-Kuchina, quattro volte campionessa del mondo tra sala ed aria aperta, una sola sconfitta negli ultimi due anni, costretta però dalla bulgara Mirela Demireva a sudarsela fino a 2,04, dopo che entrambe avevano dato del “tu” ai 2 metri (Lasitskene al secondo tentativo, Demireva al terzo). Alla fine, visti gli errori a 2,04 della coppia al ballottaggio, è proprio la “x” in meno a quota due metri che ha scavato il solco e distribuito le medaglie più preziose.

VIDEO | LE PAROLE DI ALESSIA TROST
 

ABDIKADAR-BUSSOTTI 10°-11°, JAKOB PRIMO MILLENNIAL D’ORO - Mohad Abdikadar e Joao Bussotti potranno raccontare di aver partecipato a una finale memorabile dei 1500. Il futuro è già qui: Jakob Ingebrigtsen è il primo Millennial (del 2000) a laurearsi campione d’Europa e diventa il più giovane di sempre in 24 edizioni degli Europei a conquistare una medaglia d’oro nelle prove dentro lo stadio (ha 17 anni e 324 giorni). Non solo: è il più precoce campione continentale in assoluto in campo maschile, sfila al fratellone Henrik la palma di più piccolo a vincere il titolo nei 1500 e segue l’altro fratello Filip nell’albo d’oro dopo il suo trionfo del 2016. Doveva, poteva essere tripletta norvegese per i “vichinghi” di papà Gjert Arne e mamma Tone, e invece si è rivelato un assolo del baby di casa che tanto deve all’Italia per aver fatto da scenario al suo oro europeo under 20 nel cross (a Chia 2016 davanti al bronzo di Berlino dei 3000 siepi Yoghi Chiappinelli) e poi al doppio titolo agli Europei U20 di Grosseto nei 3000 siepi e nei 5000. Un mostro di bravura. I nostri, per loro stessa ammissione, restano al di sotto delle proprie potenzialità. Abdikadar, entrato in finale dopo il ricorso azzurro, è decimo e migliora di qualcosa il tempo delle qualificazioni con 3:39.95. “Mi sono fatto imbottigliare e sono rimasto nelle retrovie, che rabbia”, osserva il 26enne dell’Aeronautica. Bussotti compie un passo indietro (3:41.31) per l’undicesimo posto: “Dopo le qualificazioni avevo forse troppe pretese e mi aspettavo di più, sono deluso”, spiega il 25enne dell’Esercito, alla seconda finale europea consecutiva (ha migliorato di una posizione il proprio piazzamento, allora fu 12°). Entrambi viaggiano nella pancia del gruppo, cercano spazio in volata e riescono almeno a lasciarsi alle spalle uno degli Ingebrigtsen (Filip) che si era mosso di comune accordo con gli altri due fratelli a ottocento metri dal termine. Detto di uno “Jakobing” planetario, non tanto per il crono di una gara prettamente tattica (3:38.10) quanto per la sfrontatezza e la personalità che stasera lo proietta tra le stelle d’Europa, se non c’è tripletta, o almeno doppietta familiare, è perché quella vecchia volpe di Marcin Lewandowski in queste situazioni ci sguazza: il polacco è un portento negli ultimi cento metri (argento con 3:38.14) e batte anche il britannico Jake Wightman di bronzo (3:38.25), per scalzare dal podio Henrik Ingebrigtsen (3:38.50). 

VIDEO | L'AMAREZZA DI ABDIKADAR E BUSSOTTI

110HS: FINALE SFIORATA - Per i tre azzurri sui 110 ostacoli non si concretizza l’obiettivo della finale. Un traguardo che vede da vicino Lorenzo Perini, il più veloce degli atleti italiani nel turno intermedio in 13.50 (-0.1) a un soffio dal record personale di 13.49 con cui ha vinto quest’anno ai Giochi del Mediterraneo. Il 24enne lombardo dell’Aeronautica, allenato da Giorgio Ripamonti, chiude quarto nella sua semifinale con il decimo tempo complessivo delle semifinali ed è quindi il secondo degli esclusi, a cinque centesimi dall’ingresso nei migliori otto. “È stata proprio una bella gara - commenta - mi sono divertito. Peccato per la finale, che avrei voluto fare veramente con tutto me stesso, e per il personale mancato. Ma questo risultato è di buon auspicio, mi sono sentito bene e voglio fare di più, mi allenerò per questo”.

VIDEO | INTERVISTA A LORENZO PERINI

Esce a testa alta anche Hassane Fofana con lo stesso piazzamento, il quarto posto, e un crono di 13.52 (vento nullo) che lambisce il personal best realizzato ieri in batteria (13.50) e pareggia quello con cui si era presentato a Berlino, nella gara vinta dal grande favorito per il titolo e leader mondiale stagionale, il russo neutrale Sergey Shubenkov (13.24). È quindi il secondo risultato in carriera per il 26enne bergamasco delle Fiamme Oro, cresciuto sotto la guida tecnica di Alberto Barbera. “Non posso rimproverarmi più di tanto, perché ho passato tutta la stagione a correre tempi più alti. Arrivare qui con il personale in batteria e avvicinarlo in semifinale è una bella cosa, nonostante gli errori tecnici. Ero troppo lento nei primi tre-quattro ostacoli, dovevo partire meglio”.

VIDEO | PARLA HASSANE FOFANA

Un imprevisto fisico condiziona invece la gara di Paolo Dal Molin: quando è già in pista, per un fastidio muscolare avvertito in riscaldamento, chiede una fasciatura alla coscia sinistra che gli viene applicata durante la presentazione degli altri atleti. Alla fine il 31enne delle Fiamme Oro riesce comunque a completare la prova sesto in 13.61 (+0.8), anche se inevitabilmente frenato e distante dall’ottimo 13.40 del primo turno con cui è diventato il terzo italiano di sempre. “Purtroppo in pratica non ho corso - spiega - perché ho fatto un allungo in riscaldamento, nella seconda call room, e dopo due spinte ho sentito un fastidio muscolare. Allora mi sono fermato subito, provando poi l’uscita dal blocco che non mi veniva e allora mi sono fatto fare una compressione. Ormai ero anche un po’ impaurito. Un crono così, in queste condizioni, fa quasi sorridere. Mi dispiace perché sto davvero bene”. Davanti c’è lo spagnolo di origine cubana Orlando Ortega, argento olimpico della specialità, con il miglior crono del turno in 13.21.

VIDEO | PAOLO DAL MOLIN DOPO LA SEMIFINALE A BERLINO

200: ELIMINATE SIRAGUSA E HOOPER - Si alza il livello tecnico, entrano nell’arena i fenomeni e la faccenda diventa proibitiva per le azzurre dei 200. Rispetto alle batterie della mattinata piace di più Irene Siragusa, soddisfatta del suo sesto posto in semifinale con 23.30 (+0.2), tre decimi netti in meno rispetto al primo atto. “Finalmente ho tirato fuori la vera me - commenta la 25enne dell’Esercito, oro delle Universiadi 2017 - come al solito ingrano con il passare delle gare, un tempo del genere dopo quattro turni non è male. Ho usato i piedi come mi ha detto la mia allenatrice, sono veramente contenta. Le altre sono troppo forti ma prima o poi le acciufferemo”. Meno brillante di otto ore prima, invece, è la prestazione di Gloria Hooper, settima con 23.43 (+1.4) nella semifinale della campionessa del mondo e primatista europea Dafne Schippers (22.69). “È stata tosta  - spiega la 26enne dei Carabinieri che stamattina si era espressa in 23.28 (+0.4) - Non credo di aver fatto il mio al 100%. Mi sembra di essere uscita dalla curva meglio di stamattina ma il finale non è stato quello della batteria. Non sono soddisfatta”. I tempi di recupero escono tutti dalla prima delle tre semifinali, illuminata dalla britannica campionessa in carica e oro dei 100 Dina Asher-Smith con 22.33 (+1.1) davanti alla bulgara che vive e si allena a Rieti Ivet Lalova-Collio (22.65). Qualificazione con la “q” minuscola per la britannica Bianca Williams (22.83) e la tedesca Laura Muller (22.87).

VIDEO | INTERVISTA A IRENE SIRAGUSA E GLORIA HOOPER

OSTACOLI A SORPRESA - Sembrava una gara dal destino già scritto, nelle mani del russo Sergey Shubenkov dopo aver fatto tremare quest’anno il record europeo con 12.92. E invece il nuovo campione continentale dei 110 ostacoli è il francese Pascal Martinot-Lagarde che fugge subito in partenza e poi si tuffa davanti per appena due millesimi, quanto basta per festeggiare il titolo: 13.17 (0.0) il crono finale dei due contendenti, bronzo allo spagnolo Orlando Ortega (13.34). Con un’ultima curva strepitosa il britannico Matthew Hudson-Smith guadagna un vantaggio incolmabile nei 400 metri (44.78 il tempo vincente), anche per la rimonta dei gemelli belgi Kevin Borlée (45.13) e Jonathan Borlée (45.19) che salgono per la prima volta insieme sul podio europeo nella gara individuale. Niente doppietta per Karsten Warholm: il norvegese campione dei 400hs chiude ottavo e ultimo (46.68). Conferma sugli 800 dell’ucraina Nataliya Pryshchepa, la più abile a destreggiarsi nel finale, al secondo oro consecutivo in 2:00.38 grazie a un inesorabile allungo che non concede scampo alle avversarie. Sul terzo gradino del podio la connazionale Olha Lyahova (2:00.79), preceduta dalla francese Renelle Lamote (2:00.62).

ANCORA THIAM - La fuoriclasse delle prove multiple Nafissatou Thiam completa il tris d’oro e anche a Berlino detta legge, come alle Olimpiadi di Rio e ai Mondiali di Londra. Per la 23enne belga c’è il secondo risultato in carriera a quota 6816, il suo miglior punteggio nei grandi campionati. Una vittoria comunque incerta fino all’ultimo per merito della britannica Katarina Johnson-Thompson, al personale di 6759, leader della prima giornata e poi superata nel giavellotto. Ancora un podio internazionale per la tedesca Carolin Schafer (6602), che aggiunge il bronzo europeo all’argento iridato. Non c’è partita nel giavellotto. Oltre sei metri di vantaggio per un altro trionfo tedesco, dopo quello maschile di 24 ore prima, con l’oro alla donna del momento che conferma il suo stato di grazia: Christin Hussong si era migliorata nella qualificazione di ieri con 67,29 e stasera in finale riesce a piantare subito l’attrezzo a 67,90. Una gara dai contenuti tecnici non memorabili per i risultati delle altre: l’ex multiplista ceca Nikol Ogrodnikova è d’argento (61,85), la lituana Liveta Jasiunaite di bronzo (61,59), quinta la campionessa uscente bielorussa Tatsiana Khaladovich (60,92). Nel triplo entrava in pedana da favorita la greca Paraskevi Papahristou, con il miglior accredito stagionale delle iscritte, e in finale “Voula” si prende il suo primo oro dopo il bronzo della scorsa edizione: il suo 14,60 (-0.1) al secondo salto non ammette repliche. Battute la tedesca Kristin Gierisch, campionessa europea indoor che atterra al personale all’aperto di 14,45 (-0.5) e la spagnola Ana Peleteiro (14,44/+0.1).

DOMANI - Domattina, 11 agosto, il programma della penultima giornata dei Campionati Europei di Berlino propone la 20km di marcia al maschile e al femminile, sul tracciato di un chilometro da ripetere per venti volte nelle strade di Berlino. Cominciano le donne alle 9.05: la squadra azzurra schiera il bronzo mondiale di Londra 2017 Antonella Palmisano con Eleonora Giorgi e Valentina Trapletti. Partenza degli uomini alle 10.55 con il bronzo iridato di Berlino 2009 Giorgio Rubino, il bronzo dei Mondiali di marcia a squadre di Taicang 2018 Massimo Stano, e Francesco Fortunato. In serata tre finali individuali con gli azzurri: il campione in carica e primatista italiano Gianmarco Tamberi nell’alto alle 20, Daisy Osakue nel disco alle 20.20 e Yeman Crippa nei 5000 alle 20.55 dopo il bronzo conquistato martedì sera nei 10.000. A chiudere, le finali delle due staffette 4x400 con i quartetti azzurri: gli uomini alle 21.30, le donne alle 21.50.

DIRETTA TV E STREAMING - Tutte le emozioni degli Europei di Berlino sono trasmesse sui canali Rai (Rai2, RaiSport, RaiSport+HD e la piattaforma RaiPlay), sui canali Eurosport (Eurosport 1, Eurosport 2 ed Eurosport Player) e in streaming sul portale Eurovision al seguente link: www.eurovisionsports.tv/EuropeanChamps18/athletics

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Alessia Trost (foto Colombo/FIDAL)


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